Alla presenza dell’Assessora all’Ambiente del IV Municipio Federica Desideri, si è inaugurata oggi a SpazioCupra – uno spazio espositivo polivalente inaugurato lo scorso 22 maggio – la prima mostra della rassegna di cinque esposizioni dal titolo Di-Versi Di-Segni, a cura della storica e critica dell’arte Laura Turco Liveri.
La rassegna si articola in cinque mostre di oltre un mese ognuna nell’arco di un anno, fino alla prossima RAW – Rome Art Week, a ottobre 2026, prevedendo ogni volta performances diverse di artisti di altre discipline. All’ultima mostra, a ottobre 2026, verrà presentato il catalogo dell’intera rassegna, con testo critico di Laura Turco Liveri, edito da Edart, Formia-Roma.
Il progetto, già inaugurato nel 2016 per il RAW in collaborazione con Arte Fuori Centro (poi confluito nel MAC-Museo del Piccolo Formato a Guarcino), trova oggi un nuovo inizio.
Il concept della rassegna si estende al segno creavo – cromatico, compositivo, strutturale – consentendo di offrire una maggiore gamma tipologica di opere e tecniche esecutive, tra pittura, scultura, fotografia, installazione e arte performativa.
Non solo opere su carta ma segni intesi come espressività segnica negli infiniti modi creativi degli artisti contemporanei collega a musiche e testi poetici.
Nella prima tappa della rassegna espongono: Janine Claudia Nizza, Marco Ruffini, Massimo Ruffini, Vittorio Pavoncello.
Quattro artisti di grande esperienza che nella loro diversità espressiva attingono alle forze più profonde dell’Universo, l’istinto vitale e dinamico, l’attrazione fisica nel sentimento ma anche come forza di gravità potente, in grado di deformare corpi ri-formandoli in un nuovo assetto, come fa del resto l’amore nelle vite di chi ne è coinvolto. Così Nizza nel grande dipinto Caduta libera, Pavoncello nell’installazione Human Gravitation Project II – stampe su alluminio, teste in argilla cruda con il video Asintotica o Apophis 2036 – o Marco Ruffini ne Gli amanti o Massimo Ruffini nel suo pregiassimo Toro o negli iconici AGGmanti. Tra poesie ispiratrici e autografe, musiche originali e classiche, il percorso espositivo si completa in un continuum sinestetico che apre il respiro dell’animo.

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